Al Ministero dell’ Ambiente e della
Tutela del Territorio e del Mare
Direzione Generale per la qualità della vita
Oggetto: Procedimento per gli interventi di bonifica d’interesse nazionale relativo al sito di Pianura - Conferenza Servizi istruttoria del 5 giugno 2008
Facciamo seguito al nostro fax del 6 giugno 2008 per rimetterVi in allegato un articolo apparso sul Corriere del Mezzogiorno di Napoli dal quale si evince che nel sito di interesse nazionale, così come stabilito dal Decreto ministeriale, si starebbero sversando rifiuti di ogni genere. Infatti abbiamo effettuato di recente un sopralluogo alla discarica abusiva della cava ex Italcementi sulla collina degli Spadari.
Ci siamo inoltrati in macchina lungo un sentiero adiacente via Spadari (la strada che inizia nei pressi del bar Etoile e che conduce, lungo tutta la collina, alla contrada Romano e da li a Marano di Napoli). A proposito di via Spadari è da notare che essa è stata asfaltata solo 3 anni fa (prima era solamente sterrata) e ciò perchè la strada di collegamento tra Pianura e Marano, via provinciale Marano Pianura, era franata in alcuni punti e i lavori di risistemazione duravano ormai da anni. Renderla percorribile alle auto ha da un lato spezzato l'isolamento della contrada Romano (un borgo di case di ex coloni, risalenti agli anni 60, sorto su un nucleo di abitazioni piuì datate, disposte intorno ad una chiesa) dal quartiere di Pianura e dall'altro ha reso più agevole scaricare abusivamente ogni genere di materiale lungo tutto il percorso.
La vera e propria discarica, comunque, è quella al di sotto della suddetta arteria, non visibile dall'alto e per ciò stesso ancora più pericolosa perché nascosta dalla macchia boschiva.Si tratta di un'immensa area alla quale si accede mediante una strada sterrata, percorribile con un' auto normale fino a un certo punto e poi visitabile agevolmente a piedi. L' accesso è immediatamente al lato destro di un' insegna posta su di un cancello che preannuncia l'imminente apertura di un' officina di elettrauto. E' un'area che fino a qualche anno fa era occupata da un centro di demolizioni auto e da un deposito giudiziario delle stesse che l'aveva presa in locazione dai proprietari, la famiglia Di Francia, titolare dell'ex Di.fra.bi. Essa l'acquistò diversi anni fa dall' Italcementi che nel secondo dopoguerra la comprò a sua volta da alcuni baroni di Napoli dando una buonuscita ai coloni che la coltivavano.
L'Italcementi (azienda tuttora leader nella produzione di calcestruzzo) ne ricavò una cava per l'estrazione di pozzolana, materiale di cui questo versante del cratere di Pisani, è ricco; abbatté dei caseggiati rurali, la cosiddetta masseria Sant'Antonio, per tema che i coloni vi rimanessero ad abitare e potessero vantare altre spettanze. Attualmente ciò che si è presentato ai nostri occhi è uno scenario da film dell' orrore. Nei primi cento metri alcuni mucchi di detriti ( quanto alla natura dei rifiuti ho notato solo, si fa per dire, 3 o 4 tubi di piccola misura di amianto, poi per il resto non ci pare che siano stati scaricate sostanze tossiche e nocive) fanno bella mostra di sé, degno preludio allo spettacolo che ci si è parato poco dopo davanti. Una vera e propria bidonville, un campo nomadi con tanto di vespasiano attrezzato all'ingresso e almeno 20 baracche in cui dormiranno come minimo un centinaio di persone. All'ora in cui ci siamo recati (mezzogiorno) non c'era quasi nessuno ma di notte siamo sicuri che la cifra degli abitanti di questa macabra città fantasma è proprio quella che abbiamo riferito. Questa baraccopoli dei disperati è andata ingrandendosi dopo che circa due anni fa un secondo insediamento di rom circa fu smantellato dai proprietari di un fondo più a valle confinante direttamente con via Comunale Pisani. L' allontanamento dei nomadi è stato possibile grazie alla forza della "persuasione" dei nuovi proprietari, dei privati di Marano di Napoli, che hanno acquistato l'area di recente con le intenzioni pare di costruirvi un agriturismo. I privati sono riusciti in quello che non hanno potuto le istituzioni. Occorre infatti segnalare che 4 anni fa i cittadini della zona ci hanno portato la sindaca Rosa Russo Jervolino denunciando la gravità della situazione e sollecitando un rapido intervento risolutivo da parte del Comune.Subito dopo il campo rom abusivo ecco che la grande distesa pianeggiante, circondata da una lussureggiante e fitta vegetazione, è a più tratti ricoperta di cumuli di rifiuti di ogni genere: carcasse di televisori, monitor di personal computer, elettrodomestici vari in disuso, pezzi di mobilio. A destra del sentiero che si interrompe là dove le ruspe della industria bergamasca si fermarono e dove ricomincia la collina coltivata con splendidi vigneti, s'intravede un' enorme distesa di stracci e vestiti, resti di giocattoli e carrozzine, scatole di alluminio e bottiglie di plastica pressate. A sinistra, fino a lambire la selva che scende a valle, centinaia di pneumatici. E' da segnalare che, da fonti della popolazione locale, riferiteci proprio oggi, un uomo di etnia rom è stato arrestato in flagrante proprio la settimana scorsa mentre dava fuoco alle cataste di copertoni dopo che alcuni cittadini avevano chiesto alle forze di polizia di recarsi sul posto, allarmati dallo svilupparsi di un incendio. È evidente che i nomadi, pagati da criminali senza scrupoli che hanno trasformato lo smaltimento dei rifiuti ingombranti in un gigantesco business, hanno ridotto quest' area da loro stessi presidiata con le loro abitazioni di fortuna, in un' immane cloaca a cielo aperto, invisibile, silenziosa, aberrante.
Anche se tale situazione è già a Voi nota, in quanto esplicitata nel Piano di caratterizzazione, forse la situazione si è andata notevolmente aggravando, per cui abbiamo ritenuto opportuno darvene adeguata informazione.
In attesa di nuovi incontri, porgiamo distinti saluti.
Il Presidente
Mario Rosario Gleijeses
Pozzuoli, giugno 2008
mercoledì 25 giugno 2008
Segnalazione al Ministero di sversamenti abusivi nel sito di interesse
alle
21:52
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