domenica 14 dicembre 2008

Questione rifiuti: sopralluogo a Pianura con Asia


È una giornata uggiosa venerdì 14 novembre. Riesco ad ottenere un appuntamento con Guido Lauria, il responsabile Napoli Ovest di Asia, l’azienda speciale igiene ambientale del comune di Napoli. Lauria sovrintende al delicato processo di raccolta dei rifiuti solidi urbani, indifferenziati, differenziati e ingombranti della parte occidentale della città: da Piazza Garibaldi a Contrada Pisani.

Erano due mesi che durava il martellamento incessante sul personaggio. Il suo cellulare squillava e annunciava la mia voce, ormai fastidiosa, in media due volte a settimana. Alla fine la tenacia e la costanza sono state premiate. Incontro Lauria al bar Etoile nel pomeriggio sotto una pioggerella tediosa. Sembra di essere a Londra ma non ci troviamo a passeggio a Hyde Park né alla ricerca curiosa di occasioni a Portobello Road, siamo a Pianura, alla periferia martoriata di una città ferita, invivibile. Lauria, un uomo alto, dall’aria scaltra e a tratti pensosa, si dimostra subito disponibile e accetta di accompagnarmi lungo tutta via Montagna Spaccata dove cassonetto per cassonetto, sito dopo sito, passiamo al setaccio le numerose criticità che il quartiere presenta sulla questione rifiuti. Ci fermiamo all’altezza della rotonda del polo artigianale. Faccio notare i cumuli di sacchetti abbandonati ai lati dei cassonetti. Egli mi assicura che si tratta del risultato del comportamento di pochi, isolati, incivili. Per dissuaderli i cassonetti posti nella carreggiata interna, nei pressi della fermata dell’Anm, saranno spostati altrove in modo da privare i soli noti commercianti disonesti dell’alibi della loro vicinanza per abbandonare immani quantità di cartoni e imballaggi che la pioggia ha reso pesanti come il marmo.

Lauria fa notare orgoglioso che il numero dei cassonetti è sensibilmente aumentato e che sono stati posti lungo tutta l’arteria proprio quelli in metallo, meno vulnerabili ad atti di vandalismo purtroppo assai frequenti in zona. Gli faccio notare che la quantità dei rifiuti prodotti dalla cittadinanza sembra aumentare sempre più e che anche i nuovi cassonetti saranno presto insufficienti se non si dislocano le campane per la raccolta diversa. Il funzionario Asia assicura di star già lavorando al progetto e che si è solo in attesa del via libero degli addetti al servizio logistico, i soli che, dopo i necessari rilievi, possono autorizzare l’installazione dei contenitori per il multimateriale. Prendo per buone le sue parole ma dall’espressione del suo volto ricavo la netta impressione che Asia non crede alla raccolta differenziata e che è troppo concentrata sui rifiuti tal quale. Percepisco una grande sfiducia nella capacità della popolazione di separare la plastica e l’alluminio dalla carta e dal vetro. Forse Lauria attende che la raccolta differenziata porta a porta dai Colli Aminei sia estesa ad altri quartieri della città ma non vorrei che mentre il medico studia l’ammalato muoia e Pianura affoghi in un mare d’immondizia. I segnali di miglioramento sono sicuramente evidenti ma tanto resta ancora da fare. Domando al nostro come mai rimangano per terra cartoni a palate. Lauria mi fa tranquillamente notare che rimuoverli non spetta ad Asia ma all’ente di bacino Napoli 5 che, a causa dei recenti scioperi, non sta funzionando a dovere.
Non mi arrendo, pungolo Lauria fino quasi a farmi odiare e gli rinfaccio i numerosi copertoni abbandonati sui marciapiedi. Se gli pneumatici non devono essere raccolti dal consorzio ma dagli addetti alla rimozione degli ingombranti, servizio che com’è noto fa capo ad Asia, come mai rimangono per strada per mesi?
Lauria non perde mai il suo aplomb e con lo stuzzicadenti infilato in bocca – inguardabile- si giustifica riferendo che essi sono si rifiuti ingombranti ma di tipo speciale come i frigoriferi e che per raccoglierli occorre che si smaltiscano le giacenze nei siti di conferimento. Se non si libera spazio per poterli ricevere egli non può disporne la rimozione.

Quasi mi pento della mia insistenza e arrivati di nuovo nei pressi del polo artigianale gli porgo i miei più sentiti complimenti per la bonifica della discarica abusiva. Lauria asserisce che se la discarica non si è più riformata il merito è della videosorveglianza istituita all’interno del sito per la raccolta degli ingombranti in fondo alla strada, accanto ai binari della circumflegrea. Rispondo che non ci credo alla storia delle telecamere e che mi sembra solo una grossa bufala. Lauria reagisce a quella che gli deve essere parsa una provocazione bella e buona. Ingrana la marcia della fiat panda aziendale e in pochi secondi siamo dentro l’isola “operazione cantinole pulite”. È tutto vero. Una postazione di videosorveglianza attiva 24 ore su 24, con monitor e telecamere con un mouse che attiva un dispositivo di zoom che inquadra anche il numero di targa delle auto che circolano nel viale. Incredibile, per un attimo mi sento come un’astronauta della Nasa, ma non è uno shuttle è il container dove lavorano gli addetti Asia. Segno che quando si vuole si può e che anche a Napoli sono possibili cose impensabili fino a pochi mesi fa. Ed io che m’illudevo che le mie ronde in scooter di sera costituivano un efficace deterrente agli eco criminali. Dove non possono le forze dell’ordine arrivano le sentinelle del grande fratello con dei risultati encomiabili e duraturi nel tempo.

Ritorniamo al bar Etoile. Non pago del tour dell’orrore convinco Lauria a un’ultima, tragica tappa. La discarica abusiva di via Spadari. Egli mi spiega che, a differenza dei rifiuti abbandonati lungo la strada, che s’impegna a rimuovere in due settimane (ieri a distanza di quindici giorni, però, i rifiuti giacevano ancora lì) quelli nell’area recintata si trovano in un luogo che non è di pertinenza comunale e che senza l’ordine della magistratura, che lo ricordiamo, ha disposto il sequestro della zona, non può procedere ad alcuna bonifica.
Ci salutiamo e ci diamo appuntamento al prossimo sopralluogo nella speranza che sia solo l’inizio di un rapporto di collaborazione che auspico foriero di importanti traguardi.

[Crescenzo Mele]
da 'La Municipalità' del 7.12.2008

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