Sembra invertirsi la strada verso il baratro in cui sembra dirigersi quando si percorre via Montagna Spaccata. Il responsabile dell’Asia di Napoli Ovest, Guido Lauria mi ha raggiunto al cellulare. Rispondo meravigliato. Un importante funzionario dell’azienda municipalizzata per lo smaltimento dei rifiuti urbani della nostra città che mi chiama per la prima volta e la mia voce riesce a malapena a celare l’emozione.
Saluto il nostro e chiedo curioso il motivo della telefonata. Lauria m’informa che sono stati posti, come da lui promesso un paio di settimane fa, in numero sufficiente al bisogno, nuovi cassonetti lungo il tratto centrale di via Montagna Spaccata. La zona, è noto, è afflitta dalla loro penuria e quotidianamente sono lasciati quintali di spazzatura ai bordi della strada poiché i pochi raccoglitori esistenti si riempiono già a metà pomeriggio. Ciò anche per la pessima abitudine tutta locale di depositare i sacchetti neri dell’indifferenziata, che nella totale assenza di campane per la raccolta dei materiali riciclabili costituisce la quasi totalità dei rifiuti prodotti, non già dopo le 20,00 bensì durante tutto l’arco della giornata. Lauria parla di 120 nuovi cassonetti ubicati.
Nella serata, recandomi sul posto per un sopralluogo e verificare di persona quanto riferitomi, mi accorgo che la cifra è molto più bassa: una quarantina in tutto quelli aggiunti. La loro quantità tuttavia mi sembra adesso sufficiente.
Al funzionario Asia però mi dimostro soddisfatto ma non pago dei risultati raggiunti e cerco di ottenere un appuntamento per una perlustrazione delle aree ancora a maggior rischio emergenza rifiuti. In primis l’ultima parte di via Montagna Spaccata che come si sa non è stata ancora ripulita dai rifiuti e dalle sterpaglie abbandonati lungo il suo percorso e via Spadari, oggetto in misura sempre più crescente dell’abbandono dei rifiuti ingombranti, specie dopo la bonifica della discarica abusiva del polo artigianale. Molti incivili, infatti, si spostano di un centinaio di metri e scaricano qualsiasi tipo di materiale sulla collina che conduce a contrada Romano.
Lauria mi sembra non entusiasta dell’idea cercando di far passare l’incontro non indispensabile giacché la discarica di via Spadari è stata già segnalata tra le quarantuno micro discariche presenti su tutto il territorio cittadino e che quattordici nuovi cassonetti saranno a breve dislocati sul tratto della strada che attraversa contrada Pisani. Il funzionario rileva che grazie ai fondi stanziati si è riusciti a bonificare solo la metà dei siti ma non è in grado di fornire i tempi di bonifica di quelli non ancora toccati dal piano straordinario.
Chiudo la telefonata ricordandogli che tra le sue promesse rientrava l’installazione delle campane per la raccolta differenziata. Sul tema la risposta è la stessa del nostro ultimo colloquio il mese scorso: si è ancora in attesa del sopralluogo logistico da parte dell’azienda che possa dare ai cittadini di quest’area la concreta possibilità di adempiere gli obblighi di legge in materia di conferimento di rifiuti.
Saluto il nostro e chiedo curioso il motivo della telefonata. Lauria m’informa che sono stati posti, come da lui promesso un paio di settimane fa, in numero sufficiente al bisogno, nuovi cassonetti lungo il tratto centrale di via Montagna Spaccata. La zona, è noto, è afflitta dalla loro penuria e quotidianamente sono lasciati quintali di spazzatura ai bordi della strada poiché i pochi raccoglitori esistenti si riempiono già a metà pomeriggio. Ciò anche per la pessima abitudine tutta locale di depositare i sacchetti neri dell’indifferenziata, che nella totale assenza di campane per la raccolta dei materiali riciclabili costituisce la quasi totalità dei rifiuti prodotti, non già dopo le 20,00 bensì durante tutto l’arco della giornata. Lauria parla di 120 nuovi cassonetti ubicati.
Nella serata, recandomi sul posto per un sopralluogo e verificare di persona quanto riferitomi, mi accorgo che la cifra è molto più bassa: una quarantina in tutto quelli aggiunti. La loro quantità tuttavia mi sembra adesso sufficiente.
Al funzionario Asia però mi dimostro soddisfatto ma non pago dei risultati raggiunti e cerco di ottenere un appuntamento per una perlustrazione delle aree ancora a maggior rischio emergenza rifiuti. In primis l’ultima parte di via Montagna Spaccata che come si sa non è stata ancora ripulita dai rifiuti e dalle sterpaglie abbandonati lungo il suo percorso e via Spadari, oggetto in misura sempre più crescente dell’abbandono dei rifiuti ingombranti, specie dopo la bonifica della discarica abusiva del polo artigianale. Molti incivili, infatti, si spostano di un centinaio di metri e scaricano qualsiasi tipo di materiale sulla collina che conduce a contrada Romano.
Lauria mi sembra non entusiasta dell’idea cercando di far passare l’incontro non indispensabile giacché la discarica di via Spadari è stata già segnalata tra le quarantuno micro discariche presenti su tutto il territorio cittadino e che quattordici nuovi cassonetti saranno a breve dislocati sul tratto della strada che attraversa contrada Pisani. Il funzionario rileva che grazie ai fondi stanziati si è riusciti a bonificare solo la metà dei siti ma non è in grado di fornire i tempi di bonifica di quelli non ancora toccati dal piano straordinario.
Chiudo la telefonata ricordandogli che tra le sue promesse rientrava l’installazione delle campane per la raccolta differenziata. Sul tema la risposta è la stessa del nostro ultimo colloquio il mese scorso: si è ancora in attesa del sopralluogo logistico da parte dell’azienda che possa dare ai cittadini di quest’area la concreta possibilità di adempiere gli obblighi di legge in materia di conferimento di rifiuti.
[Crescenzo Mele]
da 'La Municipalità' del 8.11.2008
da 'La Municipalità' del 8.11.2008

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